«Perchè no? me pare c’è muricciolo.
«Veh! sembra messo là espressamente, saliteci.... là.... così... amicone».
E d’Artagnan tossì.
Nel medesimo istante piombò giù il braccio di Porthos, il suo pugno d’acciajo rapido come il baleno e saldo come una tenaglia strinse il collo al militare, lo alzò soffocandolo, lo trasse a sè dalla apertura a rischio di strozzarlo nel passare, e lo posò in terra, ove d’Artagnan lasciandogli a puntino il tempo di riprender fiato gli coperse la bocca con la sua ciarpa, e poi subito si accinse a spogliarlo con la sollecitudine e la destrezza di chi ha imparato il mestiere sul campo di battaglia.
Poscia lo Svizzero legato e manettato fu portato sul camino, di cui i nostri amici avevano prima spenta la fiamma.
«Tanto, ecco una spada e un abito, disse Porthos.
«Io li prendo, rispose d’Artagnan; se voi pure volete altrettanto, bisogna ricominciare la faccenda. Attenti! veggo appunto l’altro soldato ch’esce dal corpo di guardia e viene in qua.
«A me pare, obbiettò Porthos, che sarebbe imprudenza il principiare la stessa manovra. Si accerta che non si ottiene buon esito due volte col medesimo mezzo. Se mi mancasse, sarebbe perduto tutto. Scenderò, lo afferrerò nel momento che non ha sospetto, e ve lo porgerò bell’e legato.
«Sarà anche meglio, disse il Guascone.
«State pronto».