«Accendete la lampada del soffitto».

E poi a d’Artagnan:

«Sapete pure la consegna.

«, replicò il Guascone, deciso a limitarsi a questo piccolo campione di lingua tedesca.

«Tedesco! disse in italiano il cavaliere, va bene».

Ed avanzatosi verso la porta situata di faccia a quella d’onde era venuto, l’aperse e la richiuse poichè fu sparito per dentro.

«Ed ora, domandò Porthos, che faremo?

«Ora, amico Porthos, ci prevarremo di codesta spalla se la porta è serrata. Ogni cosa a suo tempo, e tutto viene a punto a chi sappia aspettare. Ma avanti si spranghi e impedisca l’uscio in modo opportuno, e indi terremo appresso a quel forestiero».

I due compagni si accinsero tosto all’opra, ed ingombrarono l’ingresso con quanti mobili trovarono nella sala, lo che rendeva l’adito più impraticabile dacchè la bussola si apriva di dentro.

«Oh! disse d’Artagnan, ora siamo sicuri di non essere sorpresi da tergo. Andiamo innanzi».