«Fratelli! dunque siete liberi? liberi senza mio ajuto! e nulla avrò potuto io fare a pro vostro, non ostante i miei sforzi?

«Non vi disperate, mio caro: il differito non è perduto; ciò che non poteste fare, lo farete.

«Eppure avevo prese bene le mie misure, rispose Aramis, ho ottenuto dal Coadjutore sessanta uomini: venti custodiscono le mura del parco, venti la strada da Rueil a San Germano, venti sono sparsi per la macchia; così, e mediante queste disposizioni di strategia, ho intercettato due corrieri di Mazzarino per la regina».

Mazzarino drizzò le orecchie.

«Ma, disse d’Artagnan, mi figuro che gli avrete garbatamente rimandati al signor ministro?

«Oh sì! con lui, giusto, mi picchierò di simili delicatezze! In uno di quei dispacci Mazzarino dichiara alla sovrana che i forzieri sono vuoti e che Sua Maestà non ha più danari; nell’altro annunzia che farà trasportare i suoi prigionieri a Melun, non sembrandogli Rueil assai sicuro. Capite che quest’ultima lettera mi ha date delle speranze; mi sono imboscato co’ miei sessanta, ho attorniato il castello, ho fatto preparare dei cavalli scossi, e li ho affidati all’intelligente Grimaud, ed ho aspettato che usciste; non me ne lusingavo sino a domattina, e non speravo di liberarvi senza una scaramuccia. Siete liberi questa sera, liberi, senza battaglia, meglio così! Come avete fatto per isfuggire a quel gaglioffo di Mazzarino? dovete aver avuto da lagnarvene di molto!

«Non troppo, fece d’Artagnan.

«Davvero?

«Dirò anzi di più: abbiamo avuto da lodarcene.

«È impossibile!