«Sì; in verità: per grazia sua siamo liberi.

«Per grazia sua!

«Certo: ci ha fatti condurre nel locale degli agrumi dal signor Bernouin suo cameriere, e di là lo abbiamo seguitato fino dal conte di la Fère. Allora ci ha offerto di renderci la libertà; abbiamo accettato, ed egli ha portata la compiacenza sino a insegnarci la strada e guidarci alla muraglia del parco, la quale avevamo scalata con buonissimo esito quando abbiamo incontrato Grimaud.

«Oh bene! continuò Aramis, questo mi rappattuma con lui, e vorrei che fosse qui per dirgli che non lo supponevo capace di una azione tanto bella.

«Monsignore, disse d’Artagnan che non poteva più frenarsi, permettetemi di presentarvi il signor cavaliere d’Herblay, che desidera fare, secondo avrete udito, le sue rispettose congratulazioni a Vostra Eccellenza».

E si ritirò discuoprendo Mazzarino confuso agli sguardi sbigottiti di Aramis.

«Ah ah! gridò questi, il ministro! bella presa! olà, amici! presto! i cavalli!»

Accorsero parecchi cavalieri.

«Cospetto! ei continuò, sarò stato utile a qualcosa. Monsignore, l’Eccellenza Vostra si degni di ricevere il mio omaggio!.... scommetto che è quel Porthos che ha fatto questo buon colpo!.... a proposito, mi scordavo....»

E diede sotto voce qualche ordine ad uno de’ suoi.