«Noi ci rendiamo giustizia, signora, mentre ci poniamo all’altezza che a noi si conviene. Abbiamo pensato non essere i nostri nomi degni di figurare accanto a quei nomi grandiosi.
«Ma voi, m’immagino, non avrete rinunziato ad espormi le vostre pretese?
«Io stimo che voi siate una grande possente regina, e che indegno sarebbe della grandezza e possanza vostra il non premiare in modo congruo i prodi che ricondurranno Sua Eccellenza a San Germano.
«Tale è la mia intenzione, parlate pure.
«Quegli che ha trattato l’affare (perdonate se incomincio da me, ma è d’uopo che io dia a me medesimo l’importanza, non già che ho assunta, ma che mi è stata data), quegli che ha trattato l’affare del riscatto del signor ministro, a senso mio, acciò il premio non sia al disotto della Maestà Vostra, dev’esser fatto capo delle guardie, come diremmo colonnello dei moschettieri.
«Così mi chiedete il posto del signor di Tréville!
«Il posto è vacante, e da un anno che fu lasciato dal signor di Tréville, questi non è rimpiazzato.
«Ma è una delle prime cariche militari della casa del re!
«Di Tréville era, al pari di me, un semplice cadetto di Guascogna; ebbe la carica pel corso di venti anni.
«Trovate risposta a tutto, signore! disse Anna».