«Andiamo via, signor d’Artagnan; soggiunse il ministro, da questa parte tutto va benone».
D’Artagnan tornò alla testa della sua colonna senza più far motto, e con l’obbedienza passiva che costituisce il carattere del vecchio soldato.
Si camminava verso il poggetto di San Rocco dov’era il terzo posto militare, passando dalle strade Richelieu e Villedo. Quello era il più isolato, giacchè dava quasi sui bastioni, e da quel lato la città era poco popolata.
«Chi comanda questo posto? chiese Mazzarino.
«Villequier, rispose Guitaut.
«Diamine! replicò il ministro, parlategli voi solo; vi è noto che siamo corrucciati dacchè voi foste incaricato di arrestare il duca di Beaufort: pretendeva che a lui come capitano delle guardie si spettasse un tale onore.
«Lo so, e gli ho detto cento volte che aveva torto: il re non poteva dargli quell’ordine, giacchè in quell’epoca aveva appena quattro anni.
«Sì, ma io glielo potevo dare, Guitaut, e preferii che toccasse a voi».
Guitaut, senza rispondere, spinse innanzi il cavallo, e fattosi riconoscere dalle sentinelle, fece chiamare il signor di Villequier.
Questi uscì subito.