Mousqueton se ne stava alquanto distante. Egli si mise sopra un sedile e gli accennò si accostasse.
«Signore, disse colui profittando del permesso, ho da chiedervi una grazia.
«Parla, mio caro, rispose d’Artagnan.
«È che non ardisco, ho paura che pensiate che la mia grande prosperità mi abbia guastato.
«Sicchè sei soddisfatto?
«Soddisfatto quanto si possa, eppure potete esser cagione ch’io lo sia anco di più.
«Di’ su, e s’è cosa che dipenda da me è conclusa.
«Oh! non dipende che da voi.
«Aspetto.
«Signore, la grazia che ho da domandarvi è di non più chiamarmi Mousqueton, ma bensì Mouston. Dacchè ho l’onore di esser maggiordomo di monsignore, ho preso quest’ultimo nome, ch’è più decoroso e vale a farmi rispettare da’ miei subalterni... e sapete quanto è necessaria la subordinazione alla servitù».