«Ecco quanto ci bisogna. Farai mettere a sesto i tre animali, netterai o farai nettare le mie armi; e di più, pistole per te ed un coltello da caccia.

«Sicchè viaggeremo, monsignore? domandò Mousqueton digià sgomento».

D’Artagnan che sino allora aveva fatto qualche accordo vago, battè una marcia.

«Anco di meglio! rispose Porthos.

«Si fa forse una spedizione? seguitò il maestro di casa, in cui le rose delle guance principiavano a convertirsi in gigli.

«Si torna al servizio, replicò il padrone, procurando sempre di rendere alle basette la perduta loro piega marziale».

Erano appena pronunciate quelle parole, che assalse Mousqueton un tremito tale da scuotergli le gote impallidite. Esso guardò il tenente dei moschettieri in atto indicibile, di tenera rampogna, cui d’Artagnan non potè sopportare senza sentirsi commuovere; poi vacillò, e disse con voce soffocata:

«Servizio? servizio nelle armate del re?

«Forse sì e forse no. Andiamo a rifar campagna, a cercare ogni sorta di avventure, a riprendere finalmente la vita di tempo addietro».

L’ultima frase cadde addosso a Mousqueton come un fulmine.