«È al Louvre, come sapete.
«Sì, e sprovvista di tutto, non è vero? Dicono che nei forti freddi di quest’inverno la sua figliuola ammalata abbia dovuto restarsene a letto per mancanza di legna. Capite un po’! (e Athos si stringeva nelle spalle) la figlia di Enrico IV a tremare per non avere due fascine da accendere! Perchè non venne a chiedere ospitalità al primo di noi, invece di domandarla a Mazzarino? nulla le sarebbe mancato.
«La conoscete voi, dunque, Athos?
«No, ma mia madre la vide bambina. Vi ho detto mai che mia madre era stata dama d’onore di Maria de’ Medici?
«No, mai; voi non le dite codeste cose.
«Oh! anzi sì, vedete pure.... ma bisogna che ne capiti l’occasione.
«Porthos non l’aspetterebbe con tanta pazienza, fece d’Artagnan sorridendo.
«Ognuno ha il suo naturale, mio caro. Porthos, non ostante un poco di vanità, ha qualità eccellenti. Lo avete rivisto?
«L’ho lasciato cinque giorni sono», rispose d’Artagnan.
E raccontò con tutta la vivacità dell’indole sua da Guascone le magnificenze di Porthos nel suo castello di Pierrefonds, e mentre lacerava l’amico mandò due o tre botte all’ottimo signor Mouston.