«Ammiro, replicò Athos sogghignando a quel brio che gli ricordava i loro giorni felici, ammiro che in addietro noi abbiamo formato a caso una società d’uomini ancora tanto ben collegati uno con l’altro a malgrado di venti anni di separazione. L’amicizia pone delle radici molto profonde nei cuori onesti, d’Artagnan; credete a me, i malvagi soli negano l’amicizia, perchè non la comprendono. Ed Aramis?
«Ho visto anco lui, ma mi è sembrato freddo.
«Ah! avete veduto Aramis? riprese Athos fissando sul tenente un occhio indagatore; ma fate a dirittura un pellegrinaggio al tempio dell’Amistà, come direbbero i poeti.
«Eh! sì...., fece d’Artagnan imbarazzato.
«Aramis, vi è già noto, continuò Athos, è naturalmente freddo; e poi, è sempre confuso negl’intrighi di donne.
«Credo che ne abbia nel momento uno complicatissimo» disse il tenente.
L’altro non rispose.
Non solo Athos non rispose, ma anche cambiò conversazione, ed accennando all’amico ch’eran tornati vicini al palazzo dopo un’ora di passeggio:
«Ecco, disse, abbiamo già fatto il giro de’ miei dominj.
«In essi tutto è bello, e specialmente dimostra il gentiluomo», replicò d’Artagnan.