«Io voglio prendere le mie precauzioni, ribattè il ministro».

Dietro di che scrisse a d’Artagnan di sollecitarsi a tornare.

XIX. Ricreazioni del duca di Beaufort nella torre di Vincennes.

Il prigioniero che incuteva tanta paura al ministro, e i di cui quaranta mezzi di fuga turbavano il riposo di tutta la corte, non s’immaginava lo spavento che per cagion sua risentivasi nel palazzo reale.

Si vedeva sì ben custodito che aveva riconosciuta l’inutilità di ogni suo tentativo; tutta la sua vendetta consisteva nel mandare un diluvio d’imprecazioni ed ingiurie contro al Mazzarino. Si era pure provato a comporre qualche strofetta, e poi ci aveva rinunziato subito. Infatti il signor di Beaufort non ricevè dal cielo il dono di tesser versi, ed anche in prosa si esprimeva difficilmente: per lo che di lui diceva Blot, canzoniere dell’epoca:

Beaufort, de grande renommée,

Qui sut ravitailler Paris,

Doit toujours tirer son epée

Sans jamais dire son avis.

S’il veut servir toute la France,