«Non è un ciarlone?

«Gesù mio! per molto tempo ebbi idea che fosse mutolo; non parla, e non risponde che a forza di cenni: pare che il suo antico padrone lo abbia avvezzato così.

«Or bene, mio caro La Ramée, ditegli che se ci fa buona e fedel guardia, si chiuderà un occhio sulle sue imprudenze di provincia, gli si metterà addosso un’uniforme che lo faccia rispettare, e nelle saccoccie di questa alcune doppie per bere alla salute del re».

Mazzarino era largo di promesse; era tutto al contrario del bravo Grimaud, tanto vantato da La Ramée, che parlava poco ed agiva molto.

Il ministro fece a La Ramée una quantità di altre domande sopra al prigioniero, ed al modo in cui esso era stato alloggiato e cibato, ed alle quali costui rispose in guisa sì soddisfacente, ch’egli lo licenziò quasi tranquillo.

Poi essendo le nove ore, si alzò, si profumò, si vestì e passò dalla regina a darle parte dei motivi che lo avevano trattenuto nel proprio appartamento.

La regina che temeva di Beaufort quanto ne temeva il ministro, ed era superstiziosa poco meno di lui, gli fe’ ripetere esattamente tutte le promesse del birro e gli elogi ch’esso prodigava al suo ajutante, e dopo che Mazzarino ebbe finito ella disse sotto voce:

«Ahimè! avessimo un Grimaud al fianco ad ogni principe!

«Pazienza! fece Mazzarino col suo sorrisetto all’italiana, forse un giorno ci si verrà, ma frattanto....

«Frattanto?