«E questo, non più tardi di adesso!» soggiunse il signor di Beaufort, che pensava esser meglio finirla subito.
E stese i due pugni verso Grimaud.
Grimaud si contentò di spinger fuori il guardiano e chiuder l’uscio.
Al tempo stesso sentì le mani del signor di Beaufort che gli si abbassavano sulle spalle come due tanaglie di ferro, ma in vece di chiamare o difendersi si limitò a portarsi lentamente l’indice a pari altezza delle labbra, ed a profferire a mezza voce sotto un graziosissimo sorriso:
«Zitto!»
Erano cose sì rare in Grimaud un gesto, un sorrisetto e una parola, che Sua Altezza si fermò in tronco, giunta al massimo grado di stupefazione.
Grimaud approfittò del momento per cavarsi dalla fodera della casacca un bel bigliettino con sigillo signoresco, a cui la lunga permanenza ne’ suoi abiti non aveva fatto perdere del tutto il buon odore, e senza pronunziare un accento lo porse al signor duca.
Il quale, vieppiù maravigliato, lasciò libero Grimaud, pigliò il biglietto, e riconosciutone il carattere, esclamò:
«Madama di Montbazon!»
Grimaud col capo ammiccò di sì.