«Signori, disse quest’ultimo ai quattro moschettieri, mi è stata raccomandata la massima sorveglianza sul prigioniero; e siccome la vettura non ha serratura agli sportelli, io ci salgo accanto a lui. Signor di Lillebonne, abbiate la compiacenza di condurre scosso il mio cavallo.

«Volentieri, mio tenente, rispose Lillebonne».

D’Artagnan scese a terra, diede la briglia del suo animale al moschettiere, entrò nel legno, e si mise al fianco del detenuto, e con voce nella quale non si poteva distinguere la minima emozione disse poi:

«Al Palazzo Reale, e di trotto».

La vettura si partì, ed egli, profittando dell’oscurità che regnava sotto la volta da traversarsi, si gettò al collo al prigioniero.

«Rochefort! esclamò, voi! siete voi! non m’inganno?

«D’Artagnan! esclamò ugualmente Rochefort attonito.

«Ah, povero amico mio! continuò d’Artagnan, non avendovi rivisto da quattro o cinque anni, vi credevo morto.

«Eh! fece l’altro, mi pare non vi sia gran differenza tra un morto e un sepolto, ed io sono sepolto, o poco meno.

«E per qual delitto siete nella Bastiglia?