«E adesso, monsignore, proseguì la Ramée, chiedo licenza a Vostra Altezza: pare che il signor di Chavigny debba assentarsi per alcuni giorni, e avanti di partire mi avvisa che ha da darmi degli ordini».

Il duca procurò di ricambiare uno sguardo con Grimaud, ma l’occhio di questo era senza sguardo.

«Andate, rispose il principe al birro; e tornate al più presto.

«Monsignore, volete forse la rivincita della partita di jeri alla palla?»

Grimaud fece col capo un cenno impercettibile di su a giù.

«Sì; replicò il signor di Beaufort, ma badate, la Ramée, non tutte le giornate sono eguali, ed oggi io son deciso di battervi ben bene».

La Ramée uscì. Grimaud lo seguì cogli occhi senza che il rimanente del suo corpo scartasse di una linea. Quando vide chiusa la porta si levò sollecito di tasca un lapis e un pezzo di carta, e disse:

«Monsignore, scrivete.

«E che ho da scrivere?»

Grimaud fece un segno col dito, e poi dettò: