«Dio buono! in casa mia. Figuratevi che Voiture avea fatto voto solenne di non giuocar più. A capo a tre giorni non può più reggere, e s’incammina all’arcivescovado perchè io lo sciolga dal voto. Disgraziatamente, in quel momento ero in affari serj col buon consigliere Broussel in fondo al mio appartamento, quando Voiture vede il marchese di Luynes a un tavolino ad aspettare un giuocatore. Il marchese lo chiama e lo invita a porsi a tavolino. Egli risponde che non può toccare le carte se io non lo libero dall’impegno. Luynes si obbliga in nome mio, si assume il peccato. Voiture si mette alla partita e perde quattrocento scudi, nell’uscire piglia freddo, e va a letto per non più alzarsi.

«E sta proprio tanto male, il caro Voiture? domandò Aramis, mezzo nascosto dietro alla portiera.

«Oimè! rispose il signor Menage, sta malissimo, e il grand’uomo è forse sul punto di lasciarci, deseret orbem.

«E sì! obiettò aspramente la Paulet, vi par che muoja? non ci pensa neppure! ha attorno tante sultane quante ne potrebbe avere un Turco. Madama di Saintot è corsa a dargli dei brodi, la Benadaut gli scalda le lenzuola, e persino la nostra amica marchesa di Rambouillet gli manda i decotti.

«Ecco, voi non gli volete bene, mia diletta Partenia? disse scherzando Scarron.

«Uh! che ingiustizia, mio caro infermo! gli ho anzi tanto poco odio che volentieri farei dire delle messe pel riposo dell’anima sua.

«Non v’hanno mica chiamata per nulla la Lionessa, amor mio! gridò dal suo posto la Chevreuse! e mordete ben bene!

«Madama, azzardò Raolo, mi pare che maltrattiate di molto un gran poeta.

«Un gran poeta? eh via! si vede che venite dalla provincia, conforme dicevate pocanzi, e che non lo avete mai conosciuto. Egli, gran poeta!... oh! s’è alto appena di cinque piedi!

«Brava, brava! strillò un tale, lungo, secco e nero, con i mostacci da smargiasso e lo spadone enorme al fianco, brava, bella Paulet! è tempo una volta di rimettere quel Voiture al suo posto. Io dichiaro altamente che credo d’intendermi di poesia, e che ho trovata sempre pessima la sua.