«Oh! quanto siete buono!
«Come vi sentite?
«Benissimo, e quieto e in forze.
«Egli è che crescete tuttora; continuò Athos con interesse paterno e da uomo già maturo, e le fatiche all’età vostra son doppie.
«Ah! vi chiedo scusa, signore, disse Raolo confuso da tanta premura, ma fra un momento sarò vestito».
Athos chiamò Olivain, e dopo dieci minuti, il suo pupillo con la puntualità che gli era stata trasfusa da lui già avvezzo al servizio militare, si trovò bell’e pronto.
«Adesso, disse il visconte al domestico, occupatevi del mio bagaglio.
«Il vostro bagaglio vi aspetta, gli rispose Athos; io ho fatto fare la valigia sotto i miei occhi, e nulla vi mancherà. Dev’essere digià posta addosso ai cavalli, ugualmente che la sacca del servitore, se il mio comando si è eseguito esattamente.
«Con ogni precisione e secondo la vostra volontà, signor conte, avvertì Olivain, e i cavalli attendono.
«Ed io stava a dormire! esclamò Raolo, mentre voi avevate la bontà di provvedere a tutte queste cose! ma davvero mi colmate di tratti d’immensa bontà!