«Sicchè mi amate un poco, almeno io lo spero, replicò Athos con molta commozione.
«Oh! signore, disse Raolo, che per non manifestare tutta la sua tenerezza faceva sforzi onde pativa oltremodo; mi è testimone Iddio che vi amo e vi venero!
«Badate di non dimenticar roba alcuna, fece Athos figurando di cercarsi attorno per celare la sua agitazione.
«No, no.... signore».
Il lacchè, accostatosi allora ad Athos con un tal qual titubanza, gli disse piano:
«Il signor visconte non ha spada, perchè jeri sera vossignoria mi fece portar via quella ch’ei si era levata.
«Va bene, ci penso io», rispose il padrone.
Raolo non mostrò accorgersi del breve dialogo. Scese guardando ad ogni poco il conte per conoscere se era giunto l’istante dell’addio; ma Athos non faceva moto.
Arrivato sul verone, il giovine vide tre corsieri.
«Oh! esclamò esultante, dunque mi accompagnate?