«E quando?

«Oh! prestissimo, io spero.

«Ah, meglio così!»

All’esclamazione di Porthos succedè un gemito lungo e sommesso che si partiva dall’angolo di una porta. D’Artagnan ch’era appunto smontato vide comparire l’enorme pancia di Mousqueton, dalla mesta bocca del quale uscivano dolorosi lamenti.

«E voi pure, povero signor Mouston, vi trovate scomodo in questo meschino albergo? domandò d’Artagnan con un tuono comico che poteva essere tanto di compassione come di dileggio.

«Trova pessima la cucina, rispose Porthos.

«E perchè non la fa egli da sè come a Chantilly?

«Oh, signore! replicò Mousqueton, qui non avevo come laggiù i paduli del signor principe dove pescare i bei carpioni, e le macchie di Sua Altezza per pigliarvi le ottime pernici; la cantina poi l’ho visitata minutamente, e in verità è cosa di poco.

«Messer Mouston, ribattè d’Artagnan, in coscienza vi compiangerei, se nel momento non avessi a far cose di maggior premura».

E preso in disparte Porthos, continuò: