Ed appena che d’Artagnan e Planchet girarono da quell’angolo, Porthos gli ebbe ravvisati ed esclamò:

«D’Artagnan! sia ringraziato Iddio! siete voi?

«Buon dì! buon dì, caro amico!» rispose il tenente dei moschettieri.

In breve si radunò un mucchio di scioperati attorno ai cavalli che già i camerieri dell’albergo tenevano per la briglia, ed ai gentiluomini che si parlavano di su a giù; ma un brutto cipiglio di d’Artagnan e due o tre tristi gesti di Planchet benissimo compresi diradarono la folla che tanto più si era accresciuta quanto meno sapeva ella stessa perchè là raccoglievasi.

Porthos era digià sceso al portone della locanda.

«Ah! mio caro, egli disse, come stanno male qui i miei cavalli!

«Davvero? fece d’Artagnan, me ne duole assai per quei nobili animali.

«Anch’io stavo maluccio, seguitò Porthos tentennandosi col suo solito aspetto d’uomo contento di sè, e se non fosse la locandiera, ch’è graziosetta e regge gli scherzi, avrei cercato altro alloggio».

La bella Maddalena, che durante il dialogo si era avvicinata, diventò pallida come una morta e mosse un passo indietro udendo le parole di Porthos, giacchè temè si rinnovasse la scena dello Svizzero; ma con suo grande stupore d’Artagnan non si accigliò, ed anzi sorridendo rispose all’amico:

«Sì, sì, capisco, l’aria della via Tiquetonne non è pari a quella della valle di Pierrefonds; ma non dubitate, io ve ne farò prendere una migliore.