«Ah! siete voi, signor tenente? disse, avete fatto alla lesta, ottimamente! siate il ben venuto.

«Grazie, monsignore; eccomi ai comandi di Vostra Eccellenza, ugualmente che il signor du Vallon, quello fra i miei antichi amici che celava la sua nobiltà sotto il nome di Porthos».

Porthos riverì il ministro.

«Bellissimo cavaliero! fece Mazzarino».

Porthos girò la testa a mano diritta e sinistra, e fece moti di spalle pieni di dignità.

«La migliore spada del regno, disse d’Artagnan, e lo sanno molti che nol dicono e che non possono dirlo».

Porthos salutò d’Artagnan.

Mazzarino aveva forse tanto genio per i bei soldati quanto n’ebbe in appresso Federico di Prussia. Si applicò ad ammirare le mani nerborute, le ampie spalle e l’occhio fisso di Porthos. Gli parve avere dinanzi la salvezza del suo ministero e del regno tagliata in carne e in ossa. E questo gli ricordò come l’antica associazione dei moschettieri si formava di quattro individui.

«E gli altri due vostri amici?» domandò Mazzarino.

Porthos apriva bocca credendo fosse momento da dire il fatto suo. D’Artagnan gli ammiccò un pocolino coll’occhio.