«Io, disse d’Artagnan, credo in codesta specie di devozione come in un nome che dev’essere accompagnato da un casato appartenente a qualche tenuta. Certo, si è per naturale più o meno devoti, ma bisogna che in fondo a tal divozione vi sia poi qualche cosa.

«E, per esempio, in fondo alla sua che bramerebbe il vostro amico?

«Monsignore, egli ha tre tenute magnifiche: quella del Vallon, a Corbeil; quella di Bracieux nel Soissonese, e quella di Pierrefonds nel Valois.... E desidererebbe che di una di esse si facesse una baronìa.

«Non v’è altro che questo? rispose Mazzarino a cui brillavano di allegrezza le pupille nel vedere che potrebbe premiare le premure di Porthos senza por mano alla borsa, non vi è altro? Si potrà combinare.

«Sarò barone! esclamò Porthos muovendo un passo avanti.

«Ve lo avevo detto, ripigliò d’Artagnan trattenendolo con una mano, e monsignore ve lo ripete.

«E voi, d’Artagnan, che bramate?

«Eccellenza, saranno per lo meno venti anni a settembre che il signor ministro di Richelieu mi fece tenente.

«Sì; e vorreste che il ministro Mazzarino vi facesse capitano?»

D’Artagnan fece una riverenza.