«Ma per Diana! ne avremo così fino a domani? mormorò Porthos».
Infatti si avanzavano due cavalcanti.
«Ohi! signore, avvertì Mousqueton, quello che avete atterrato si rialza.
«Perchè non facesti a lui come al primo.
«Ero imbarazzato, reggevo i cavalli».
Fuvvi uno sparo. Mousqueton cacciò un urlo dal dolore:
«Ah signore! nell’altra natica! là, per l’appunto.... questa botta sarà di pendente a quella della strada di Amiens!»
Porthos si volse alla guisa di un leone, piombò sul nemico; questi tentò di sguainare la spada, ma avanti che l’avesse tolta dal fodero, Porthos, col pomo della sua, gli aveva data sulla testa una percossa sì terribile ch’egli era caduto come un bue sotto la mazzuola del beccajo.
Mousqueton, lagnandosi e sospirando, si era calato giù di sella adagio adagio, chè la ferita non gli permetteva di restarvi.
D’Artagnan, nel mirare i sopraggiunti si era fermato a ricaricare la pistola; inoltre il suo nuovo cavallo aveva agli arcioni una carabina.