«Guai a me! guai! un uomo solo eravi al mondo che potesse trattenermi, e la fatalità mi pose dinanzi quest’uomo! Oh! che dirò io al ministro?

«Gli direte, signore, replicò una voce che dominava sul campo di battaglia, ch’egli aveva inviati contro a me i due soli uomini capaci di atterrarne quattro, di pugnare da soli a soli senza svantaggio contro al conte di la Fère e al cavaliere d’Herblay, e di non arrendersi che a cinquanta uomini.

«Il principe! esclamarono a un tempo Athos ed Aramis facendo un movimento per discuoprire il duca di Beaufort, mentre d’Artagnan e Porthos retrocedevano di un passo.

«Cinquanta cavalieri! mormorarono questi due ultimi.

«Guardatevi attorno, signori, se ne avete dubbio» seguitò il duca.

Eglino si mirarono attorno; realmente li circuiva una truppa a cavallo.

«Allo strepito della vostra lotta, continuò il signor di Beaufort, io ho creduto che foste venti, e sono ritornato con quelli che mi circondavano, stanco di fuggir sempre, e bramoso di sguainare io pure la spada: ed eravate due e non più!

«Sì, monsignore, disse Athos, ma conforme diceste, che vagliono per venti.

«Orsù, signori, le vostre spade! riprese il duca.

«Oh mai! no, mai! esclamò d’Artagnan tornato in sè stesso ed alzando la testa.