«No, mai!» confermò Porthos.

Alcuni uomini fecero un movimento.

«Un momento, monsignore! gridò Athos, due parole!»

E si accostò al principe, che si chinò verso di lui, ed al quale disse piano qualche cosa.

«Conte, come vorrete, gli rispose il signor di Beaufort. Vi ho troppi obblighi per negarvi la vostra prima richiesta. Allontanatevi, signori (ordinò a quei della sua scorta); signori d’Artagnan e du Vallon, siete liberi».

Fu eseguito il comando, e d’Artagnan e Porthos si trovarono a formare il centro di un ampio circolo.

«Adesso, voi d’Herblay, fece Athos, scendete da cavallo e venite».

Aramis, essendo smontato, si avvicinò a Porthos, frattanto che Athos si appressava a d’Artagnan. E tutti quattro si videro riuniti.

«Amico, domandò Athos, vi duole ancora di non aver versato il nostro sangue?

«No, replicò d’Artagnan, duolmi di veder noi uno contro all’altro dopo essere stati tanto bene uniti; duolmi d’incontrarci in due campi opposti. Ah! a nulla più riusciremo.