«Oh no, è finita! aggiunse Porthos.
«Or bene, allora siate de’ nostri, progettò Aramis.
«Silenzio, d’Herblay! gridò Athos, non si fanno tali proposizioni a soggetti simili a questi. S’essi sono entrati nel partito di Mazzarino, è perchè ivi gli ha spinti la lor coscienza, come la nostra ci spinse a quello dei principi.
«Ed intanto eccoci nemici! disse Porthos, cospetto! chi lo avrebbe mai creduto!»
D’Artagnan non parlò, ma diede un sospiro.
Athos prese ad entrambi la mano, dicendo:
«Signori, l’affare è gravissimo, ed il mio cuore ne soffre come se trafitto lo aveste da parte a parte. Sì, noi siamo separati, ecco la grande, la trista verità, ma non peranco ci dichiarammo guerra; forse abbiamo da stabilire le nostre condizioni, ed è indispensabile un supremo colloquio.
«Io lo reclamo, fece Aramis.
«Io lo accetto», aggiunse alteramente d’Artagnan.
Porthos abbassò il capo in segno di assenso.