«Puoi tu andare a piedi?

«Procurerò, sino alla prima casa.

«Come si fa? disse d’Artagnan, bisogna pure che ritorniamo alla capitale.

«Penserò io a Mousqueton, fece Grimaud.

«Grazie, mio buon Grimaud, rispose Porthos».

Grimaud smontò e andò a dar braccio al suo antico amico, il quale lo accolse colle lagrime agli occhi, senza ch’ei potesse però sapere se cagione di quel pianto fosse il piacere di rivederlo o il dolor della ferita.

D’Artagnan e Porthos continuarono in silenzio il lor viaggio verso la capitale.

A capo a tre ore furono oltrepassati da una specie di corriere tutto carico di polvere: era un uomo mandato dal duca, che recava al ministro una lettera nella quale il principe a tenore della sua promessa attestava quanto avevano fatto Porthos e d’Artagnan.

Mazzarino aveva passata una nottata pessima, quando ricevè quel dispaccio, in cui il duca di Beaufort gli annunziava di per sè stesso qualmente era libero, e farebbe a lui guerra accanita.

Il ministro lo lesse due o tre volte, indi piegandolo e riponendolo nella saccoccia, disse: