E perciò ripeteva con voce languidissima:

«Facciamo presto, figliuoli, chè in verità patisco assai!»

Ed a ciascuno di questi suoi lamenti si accrescevano a lui d’intorno ed i gemiti e le maledizioni.

Si giunse non senza fatica fino alla casa di Broussel. La calca che già ingombrava la via richiamava a’ balconi e su le porte tutta la gente del quartiere. Alla finestra di una casa a cui dava ingresso una porta strettissima si vedeva agitarsi una vecchia serva la quale urlava con quanta forza si avesse, ed una donna pure attempata che piangeva. Quelle due femmine, con un’inquietudine visibile abbenchè espressa in modo diverso interrogavano il popolo, il quale mandava loro per unica risposta urli confusi impossibili ad intendersi.

Ma quando il consigliere, portato da otto uomini, comparve pallido e guardando con occhio da moribondo la sua abitazione, la sua moglie e la sua serva, la buona signora Broussel svenne, e la serva, levando al cielo le mani, si slanciò sulla scala per farsi incontro al padrone strillando: «Dio mio! Dio mio! se almeno ci fosse Friquet per andar a chiamare un cerusico!»

E v’era Friquet. Dove non è egli, il biricchino di Parigi?

Friquet aveva profittato naturalmente della giornata di Pentecoste per chiedere vacanza al padrone dell’osteria, la qual vacanza non gli si poteva negare sendochè stava ne’ suoi patti di esser libero alle quattro feste principali dell’anno.

Era egli alla testa del corteggio. Gli era venuta, sì, l’idea di correr per un medico, ma in sostanza gli pareva più divertevole lo strillar fuor di modo: «Hanno ammazzato il signor Broussel padre del popolo! evviva il signor di Broussel!» che girare da mille straduzze e dir semplicemente ad un uomo nero: «Venite, signor dottore, il consigliere Broussel ha bisogno di voi».

Per sua sfortuna, Friquet che nell’accompagnamento faceva una parte importante, ebbe l’imprudenza di aggrapparsi all’inferriata della finestra a pian terreno per sovrastare alla folla. Quest’ambizione lo rovinò: sua madre lo vide e lo mandò pel chirurgo.

Poi pigliò essa in collo il brav’uomo e voleva metterlo così fino al primo piano; però in fondo alla scala il consigliere si rimise un poco in gambe e dichiarò sentirsi assai forte per salire da sè. Inoltre ei pregava la Gervasia (così aveva nome la fantesca) di procurare che la gente si ritirasse, ma la Gervasia non gli dava retta.