Nel dì 9 i referendarj dal canto loro erano stati a trovare il ministro, ed uno di costoro, che parlava per tutti, gli aveva favellato con tanta fermezza e tanto ardire ch’egli n’era rimasto attonito, e quindi li avea licenziati, dicendo come il duca d’Orleans: Si vedrà.

Allora, per vedere, si era adunato il consiglio, e mandato a chiamare il soprintendente delle finanze d’Emery.

Questo d’Emery era sommamente odiato dal popolo, prima perchè era soprintendente delle finanze, e qualunque soprintendente delle finanze dev’essere aborrito, e poi, convien dirlo, perchè meritava un pochino di esserlo.

Era figlio di un banchiere di Lione, per nome Particelli, e che per un cambiamento di nome fatto in seguito del suo fallimento si faceva chiamare d’Emery[3]. Richelieu, avendo in esso riconosciuto un gran merito in materia finanziaria, lo aveva presentato al re Luigi XIII sotto nome del signor d’Emery, e volea farlo nominare intendente di finanze, e ne faceva grandi elogi.

«Ah! tanto meglio, aveva risposto il re, ho caro che mi parliate del d’Emery per questo impiego che richiede un onest’uomo. Mi era stato detto che appoggiavate quel furfante di Particelli, e temevo che mi obbligaste a riprenderlo.

«Ah! sire, fece il ministro, Vostra Maestà stia pur quieta, il Particelli, di cui Ella fa menzione, è stato appiccato.

«Ah! tanto meglio, ripetè il sovrano, non mi hanno dunque chiamato per nulla Luigi il Giusto».

E firmò la nomina di d’Emery.

Quello stesso d’Emery era diventato soprintendente alle finanze.

Dal consiglio erasi mandato per esso, ed egli accorreva pallido e sbigottito, dicendo ch’era mancato poco che suo figlio fosse assassinato in quel medesimo giorno in piazza del Palazzo: la folla, incontratolo, lo aveva rampognato sul lusso della sua moglie, la quale teneva un appartamento parato di velluto rosso con la trina d’oro. Era questa la figlia di Niccola Lecamus, segretario del re nel 1617, che venuto a Parigi con venti lire, e riserbandosi bensì quarantamila lire di rendita, aveva diviso in ultimo nove milioni tra i suoi figliuoli.