Nel momento suonarono nove ore alla chiesa vicina. D’Artagnan si scosse.

«Ah! è vero, fece Porthos, ecco che suonano le nove, e alle dieci, come vi rammentate, abbiamo appuntamento alla Piazza Reale.

«Ah tacete! gridò d’Artagnan con impazienza, non mi ricordate codesto; è ciò che da jeri mi tiene di mal umore. Non ci andrò.

«E perchè?

«Perchè mi è doloroso il rivedere quei due uomini che fecero andare a vuoto la nostra impresa.

«Eppure, ribattè Porthos, nè uno nè l’altro ne hanno avuto il vantaggio. Io aveva ancora una pistola carica, e voi eravate l’uno in faccia all’altro con la spada in mano.

«Sì, rispose d’Artagnan, però se in quel convegno è celata qualche cosa?

«Ah! voi non lo credete, disse Porthos».

Ed aveva ragione: d’Artagnan non supponeva Athos capace d’impiegare l’astuzia, ma cercava un pretesto per non recarsi all’appuntamento.

«Bisogna andarvi, continuò l’altero signor di Bracieux; si penserebbero che avessimo avuto paura.... Eh! mio caro, abbiamo affrontati cinquanta nemici su la strada maestra; affronteremo pure due amici sulla Piazza Reale.