«Sì, sì, replicò d’Artagnan, lo so; ma hanno abbracciato il partito dei principi senza prevenircene; ma Athos ed Aramis hanno fatto meco un giuoco che mi spaventa. Jeri scoprimmo la verità. A che giova andar oggi a saper qualche altra cosa!

«Realmente siete in diffidenza? domandò Porthos.

«Di Aramis sì, dacchè è abate. Non potete figurarvi com’è diventato; egli par che siamo contrarj al suo avanzamento, e forse non gli increscerebbe di levarci di mezzo.

«Ah! per Aramis è tutt’altro, confermò Porthos, e non mi sorprenderebbe.

«Il signor di Beaufort può tentare alla sua volta di far arrestar noi.

«Oibò! subito che ci aveva nelle mani e ci ha lasciati liberi! E poi mettiamoci in guardia, e conduciamo Planchet colla sua carabina.

«Planchet è della Fronda.

«Maledette le guerre civili! non si può più far conto nè su gli amici nè su’ propri servi. Ah! se fosse qua il misero Mousqueton! Quegli non mi abbandonerà mai!

«Finchè sarete ricco! eh! non sono le guerre civili che ci disuniscono; è che non abbiamo più venti anni ciascuno, è che i leali impulsi della gioventù sono spariti per dar luogo al mormorio degli interessi, al soffio delle ambizioni, ai consigli dell’egoismo. Sì, avete ragione, Porthos: andiamoci, ma ben armati. Se no, direbbero che abbiam timore. Olà, Planchet!»

Planchet accorse alla chiamata di d’Artagnan.