«E gli altri, chi erano?

«Permettetemi di lasciare a d’Artagnan la cura di nominarveli. Erano amici suoi e non miei; egli solo avrebbe su di loro qualche influenza, ed io nemmeno li conosco pei loro veri nomi.

«Diffidate di me, signor Rochefort! Ebbene, io sarò schietto sino all’ultimo: ho bisogno di voi, di lui, di tutti.

«Cominciamo da me, Eccellenza, poichè mi avete mandato a chiamare e sono qui; poi passerete a loro. Non vi sorprenderà la mia curiosità: quando uno è in prigione non gl’incresce di sapere dove si voglia mandarlo.

«Voi, mio caro signor di Rochefort, avrete il posto di confidenza; andrete a Vincennes, dov’è prigioniero il signor di Beaufort.... Eh! che avete?...

«Ho, che mi proponete una cosa impossibile, rispose Rochefort muovendo la testa con sommo dispiacere.

«Come, impossibile! e perchè è impossibile?

«Perchè il signor di Beaufort è amico mio, o piuttosto io sono amico suo.... vi dimenticate che fu egli che garantì per me alla regina?

«Da quel tempo in poi, è nemico dello Stato.

«Sì, può darsi; ma siccome io non sono nè re, nè regina, nè ministro, non è nemico a me, e non posso accettare la vostra offerta.