«Non ci pensate, disse il locandiere, sarà eseguito il vostro desiderio; ma voi signore, non vi trattenete a far curare la vostra ferita?

«Oh! la mia è un nulla, rispose il visconte, ed avrò tempo di occuparmene alla prima fermata. Soltanto favorite se vedete passare un cavalcante, e se questo vi domanda di un giovane che va sopra un cavallo sauro accompagnato da un lacchè, dirgli che mi avete veduto, che ho continuato il mio cammino, e mi propongo di pranzare a Mazingarbe e pernottare a Chambrin; quegli è un mio servitore.

«Non sarebbe meglio e per maggior sicurezza, fece l’oste, che io gli domandassi il suo nome e gli dicessi il vostro?

«Non v’è male ad usar troppe precauzioni: mi chiamo visconte di Bragelonne, ed egli Grimaud».

Nel momento arrivavano da una parte l’infermo e dall’altra il monaco. I due giovani si trassero indietro a lasciar passare la barella. Colui smontava dalla mula e ordinava la si portasse alla stalla senza levarle la sella.

«Padre, disse Guiche, vi raccomandiamo quel buon uomo, e in quanto alla vostra spesa qui alla locanda è tutta pagata.

«Grazie, signore, ribattè il religioso con un altro di quei sorrisi che aveano fatto raccapricciare Bragelonne.

«Venite, conte, seguitò Raolo che pareva per istinto non potesse sopportare la presenza del frate, qui non mi sento bene.

«Grazie! ripetè il ferito, e non vi scordate di me nelle vostre orazioni.

«Contateci pure», promise Guiche avviandosi appresso a Bragelonne, che era avanti di una ventina di passi.