«L’antico boja di Bethune! borbottò il fraticello retrocedendo alquanto e dando indizio alla faccia della ripugnanza che gli ispirava il suo penitente.

D’Arminges che rimaneva accanto all’uscio si accorse della sua titubanza.

«Signore, disse, benchè sia, o sia stato carnefice, per questo non cessa d’essere un uomo. Rendetegli l’ultimo ufficio che da voi reclama, e l’opera vostra sarà anco più meritoria».

Il religioso non parlò, ma andò in silenzio verso la camera a terreno dove i due servi aveano messo il moribondo sur un letto.

I lacchè, vedendo appressarsi il ministro, uscirono e chiusero la porta.

D’Arminges ed Olivain gli attendevano; saltarono a cavallo, e tutti quattro corsero via di trotto per la medesima strada alla fine della quale erano spariti Raolo ed il suo compagno.

Nel punto in cui se ne andavano l’ajo e la sua scorta, si fermò un nuovo viaggiatore all’ingresso dell’albergo.

«Che comanda il signore? domandò l’oste tuttavia pallido e sconcertato per la scoperta da lui fatta.

Il forestiero fece il cenno di uno che beva, e smontato ammiccò il suo cavallo facendo il cenno di uno che striglia.

«Oh diamine! disse il locandiere fra sè, pare che questo sia mutolo! E dove volete bere! lo richiese.