E Grimaud senza dir altro profittò dello stupore e del terrore in cui aveva immersi quelli che lo ascoltavano per islanciarsi fuori dallo appartamento.

«Or bene, conte, disse Raolo a di Guiche, non dicevo bene che colui mi pareva un serpente?»

A capo a due minuti si udì il galoppo di un cavallo. Raolo si affacciò sollecito al balcone.

Era Grimaud che s’incamminava verso Parigi. Riverì Bragelonne agitando in aria il cappello, e in breve disparve alla svolta della strada.

Ma viaggio facendo riflettè a due cose:

La prima, che di quel passo il suo animale non reggerebbe a far dieci leghe;

La seconda, ch’ei non aveva danaro.

Egli aveva però l’immaginazione tanto più feconda quanto meno faceva uso della favella.

Ed alla prima cambiatura vendè il cavallo, e col prodotto prese subito la posta.

XXXVII. Alla vigilia della battaglia.