Raolo fu tratto dai tristi suoi pensieri dal locandiere, il quale entrò precipitosamente nella stanza ov’era accaduto quanto poc’anzi narravamo, gridando:
«Gli Spagnuoli! gli Spagnuoli!»
Era assai importante quel grido perchè ogni altra riflessione cedesse a quelle ch’esso doveva cagionare. I giovanetti domandarono qualche informazione, ed intesero che realmente si avanzava il nemico da Houdain e Bethune.
Mentre il signor d’Arminges dava gli ordini acciò i cavalli che si rinfrescavano fossero messi in istato di partenza, Raolo e di Guiche salirono alle più alte finestre del casamento che dominava le vicinanze, e videro spuntare dalla parte di Mersin e di Sains un corpo considerevole d’infanteria e cavalleria. Questa volta non era più una brigata errante di partigiani, ma un’intera armata.
Sicchè non rimaneva da far altro che seguire le savie istruzioni d’Arminges e battere la ritirata.
Essi scesero rapidamente. D’Arminges era digià in sella. Olivain reggeva a mano i due corsieri dei giovanetti, ed i servi del conte di Guiche tenevano cautamente fra di loro il prigioniero spagnuolo, fermo sopra un ronzino comprato espressamente per lui. E per maggior precauzione questi aveva le mani legate.
La piccola comitiva prese di trotto la strada di Cambrai, ove credeva di trovare il principe; ma egli dal giorno innanzi non v’era più, ed erasi ritirato a la Bassée, avendo inteso per una falsa voce sparsa che il nemico doveva transitare da Lys ad Estaire.
Effettivamente il principe, ingannato da tali avvisi, aveva ritirate le sue truppe da Bethune, e concentrate tutte le sue forze fra Vieille-Chapelle e la Venthie, ed egli stesso, dopo aver esplorata tutta la linea col maresciallo di Grammont, era tornato indietro, e postosi a tavola, interrogando gli uffiziali seduti a lui d’intorno sopra gli schiarimenti che aveva incaricato ciascheduno di essi di procurarsi. Niuno però aveva notizie positive.
L’armata nemica era sparita da quarantotto ore, e nulla più se ne sapeva.
Ora, un esercito nemico non è mai tanto prossimo, e in conseguenza minaccioso, come allorquando è affatto sparito. E perciò il principe contro il suo solito se ne stava pensoso e di mal umore, quando venne un ufficiale di servizio ad annunziare al maresciallo di Grammont esservi alcuno che chiedeva di parlargli.