«Non percuoteste il signor di Chavigny, almeno da quel che dite?
«Sì.
«Ebbene! egli vi smentisce.
«Oh! fece il principe, l’ho percosso così bene, che ecco le mie proprie parole che lo gelarono (e il signor di Beaufort vi poneva tutta la sua maestà a voi nota): « — signor di Chavigny, siete assai da biasimare per aver dato soccorso a un birbante qual è il Mazzarino!»
«Ah! Altezza! esclamò il patrino, comprendo! volevate dire scosso.
«O scosso o percosso, che importa? gridò il di Beaufort, non è egli lo stesso? Davvero i vostri compositori di frasi sono pure pedanti!»
Furono grandi risate per questo errore filologico del signor di Beaufort, i di cui abbagli su tal genere incominciavano a passare in proverbio, e si pattuì, che essendo per sempre bandito da quelle amichevoli riunioni lo spirito di parte, d’Artagnan e Porthos potrebbero burlare i principi, con patto però che Athos ed Aramis fossero in facoltà di percuotere il Mazzarino.
«Affè, disse d’Artagnan a’ suoi due amici, avete ragione di volergli male, a Mazzarino, giacchè egli dal canto suo, e ve lo giuro, non vi vuol punto bene.
«Uh! propriamente? fece Athos. Se credessi che quel mascalzone mi conoscesse di nome, mi farei sbattezzare per paura che si supponesse ch’io conoscessi lui.
«Non vi conosce per nome ma per i fatti; sa che vi sono due gentiluomini che più particolarmente hanno contribuito alla fuga di Beaufort, e li fa cercare con grande premura, ve lo accerto.