«Il principe stesso, replica l’amico.
«Si va alla fonte chiara, e si trova la persona a cui il principe ha tenuto codesto discorso, e che scongiurata sull’onore a palesare la verità, lo ripete e lo afferma.
«Chavigny, dolentissimo di una tale infamia, di cui non capisce un ette, dichiara che morrà piuttosto che sopportarla. In conseguenza manda due patrini al principe, con l’incarico d’interrogarlo se sussista aver egli detto di avere percosso il signor di Chavigny.
«L’ho detto e lo ripeto, fa il principe, giacchè così è.
«Monsignore, soggiunge uno dei patrini di Chavigny, permetteteci di avvertire Vostra Altezza qualmente colpi dati a un gentiluomo degradano tanto quello che li dà quanto quello che gli riceve. Il re Luigi XIII non voleva aver camerieri gentiluomini, per aver diritto di picchiarli.
«Veh! continuò il signor di Beaufort, e chi parla di colpi? e chi discorre di picchiare?
«Ma voi, monsignore, che pretendete per percosso....
«Chi?
«Il signor di Chavigny.
«Io?