«Così la mia lettera è del tutto confidenziale, e perciò ve la spedisco per mezzo di un soggetto avente l’intima mia fiducia. Per un sentimento che Vostra Eccellenza apprezzerà, essa precederà le misure che io prenderò secondo le circostanze. Oliviero Cromvello ha stimato che fosse meglio far intendere la ragione ad una mente intelligente com’è quella di Mazzarino, che ad una regina, certamente ammirabile per la sua fermezza, ma troppo sottomessa ai vani pregiudizi della nascita e del regio diritto.

«Addio, monsignore; se non ho risposta fra quindici giorni, terrò questa mia come non avvenuta.

«Oliviero Cromvello».

«Signor Mordaunt, disse alzando la voce il ministro, quasi per destare il gran meditatore, la mia risposta a questo dispaccio sarà tanto più soddisfacente pel generale Cromvello quanto io sarò più sicuro che non si sappia avergliela io data. Sicchè andate ad attenderla a Boulogne-sur-mer, e promettetemi di partire domattina.

«Ve lo prometto, monsignore; ma quanti giorni Vostra Eccellenza me la farà attendere?

«Se non l’avete ricevuta fra dieci giorni, potete partire».

Mordaunt fece un inchino.

«Questo non basta, continuò Mazzarino, le vostre particolari avventure mi hanno interessato al sommo; inoltre il dispaccio del signor Cromvello vi rende agli occhi miei importante come ambasciadore. Ditemi pure, ve lo ripeto, che posso fare per voi?»

Il giovane riflettè un momento, e dopo una visibilissima titubanza era per aprir bocca e parlare, ma entrò colà precipitosamente Bernouin, e chinatosi all’orecchio al ministro gli discorse piano.

«Monsignore, gli disse, la regina Enrichetta accompagnata da un gentiluomo inglese arriva in questo punto al palazzo reale».