Mazzarino fece un balzo sulla seggiola, e questo osservato da Mordaunt gli trattenne sul labbro la confidenza che a fare si accingeva.

«Signore, disse il ministro, avete inteso, non è vero? io vi prefiggo Boulogne, nell’idea che qualunque città di Francia vi sia indifferente; se un’altra ne preferite, nominatela; ma comprenderete facilmente che in mezzo a tante influenze alle quali non mi sottraggo se non a forza di segretezza, desidero che non sia nota la vostra presenza in Parigi.

«Partirò, Eccellenza, rispose Mordaunt, muovendo alcuni passi verso l’uscio da cui era entrato.

«Non di là, no! esclamò con impeto il Mazzarino, compiacetevi passare da questa galleria da dove arriverete nell’atrio. Bramo che non siate veduto ad uscire. Il nostro abboccamento deve rimaner segreto».

Mordaunt andò con Bernouin, che lo fece passare in un salotto contiguo e lo consegnò ad un usciere indicandogli la porta d’onde avesse da andarsene.

E Bernouin tornò in fretta dal suo padrone per introdurre presso di lui la regina Enrichetta, che già traversava dalla galleria dei cristalli.

XLI. Mazzarino ed Enrichetta.

Il ministro si alzò e si fece sollecito a ricevere la regina d’Inghilterra. La raggiunse in mezzo alla galleria che precedeva il gabinetto.

Ei dimostrava tanto maggior rispetto a quella sovrana senza seguito nè vestiario di lusso, in quanto che aveva da farsi qualche rimprovero sulla sua avarizia e sul suo cattivo cuore.

Ma i supplicanti sanno forzare il proprio volto ad assumere qualunque sembianza, e la figlia di Enrico IV sorrideva venendo dinanzi a colui che abborriva e disprezzava.