«Per un forestiero, che non conosce Parigi, ed a cui il visconte insegnerà la strada».

Di Winter strinse ad Athos la mano.

«Grimaud! comandò quest’ultimo, mettiti alla testa della comitiva, e bada al finto frate!»

Grimaud si scosse, indi fe’ un cenno col capo ed aspettò la partenza toccando con tacita eloquenza il calcio del moschetto.

«Addio a domani, ripetè di Winter.

«Sì, milord».

La piccola brigata s’incamminò verso la via San Luigi, Olivain tremando come Sosia ad ogni riflesso del lume un po’ dubbio, Blaisois assai saldo perchè ignorava che vi fosse qualunque pericolo, Tony guardando a destra e a manca, ma senza poter dire una parola attesochè non parlava francese.

Di Winter e Raolo andavano uno accanto all’altro, e discorrevano insieme.

Grimaud, che secondo eragli ingiunto da Athos precedeva il corteggio con una torcia in una mano e nell’altra il moschetto, arrivò alla locanda di di Winter, bussò col pugno alla porta, e quando venne gente ad aprire salutò milord senza fiatare.

Lo stesso fu al ritorno. I di lui occhi nulla videro di sospetto, tranne una specie d’ombra appiattatasi sul canto della via di Guénégaud e dell’argine; gli sembrò di aver anche nel passare osservato colui che stava in aspettativa. Si diresse incontro ad esso, ma innanzi che lo avesse raggiunto l’ombra era sparita in una straduzza ove Grimaud non giudicò prudente d’inoltrarsi.