«Ah! disse la regina commossa fino al pianto, ecco il primo momento di gioja e di speranza che provo da cinque anni. Sì, voi servite a Dio, e siccome il poter mio sarà troppo poco per riconoscere un tal servigio, Egli vi premierà. Egli che legge nel mio cuore quanta v’ha gratitudine e per Lui e per voi. Salvate il mio sposo, salvate il re, e sebbene non siate sensibili al premio che può venirvi su questa terra per un’azione così bella, lasciatemi la lusinga di rivedervi per ringraziarvene io stessa. Frattanto io mi trattengo qui. Avete da farmi qualche raccomandazione? Da ora io sono vostra amica, e giacchè voi fate i miei affari io deggio occuparmi dei vostri.

«Signora, rispose Athos, non ho da chiedere alla Maestà Vostra altro che le sue preci.

«Ed io, aggiunse Aramis, son solo al mondo, e non ho altro che Vostra Maestà da servire».

La sovrana porse loro al bacio la destra, e disse piano a di Winter:

«Se vi mancano denari, non esitate, rompete le gioje che vi ho date, staccatene i diamanti e vendeteli ad un usurajo; ne ricaverete cinquanta o sessanta mila lire; spendetele s’è necessario, ma questi gentiluomini siano trattati conforme si meritano, cioè come tanti re».

La regina aveva apparecchiate due lettere, scritte l’una da lei e l’altra dalla principessa Enrichetta sua figlia. Entrambe erano dirette al re Carlo. Una ne diede ad Athos ed una ad Aramis, onde se il caso li separava, potessero dessi farsi riconoscere dal re. Indi eglino si ritirarono.

In fondo alla scala di Winter si soffermò.

«Signori, disse, andiamo, voi dalla vostra parte ed io dalla mia, acciocchè non risvegliamo sospetti, e questa sera alle nove troviamoci alla porta San Dionigi. Dipoi andremo avanti co’ miei cavalli finchè essi possano, e dopo prenderemo la posta. Grazie di nuovo, grazie in nome mio, grazie in nome della regina».

I tre gentiluomini si strinsero la mano. Il conte di Winter si avviò dalla contrada di Sant’Onorato, e Athos e Aramis rimasero insieme.

«Ebbene, disse allora Aramis, che vi pare di questo affare, mio caro conte?