«Diamine! mi piace poco il mare di giorno, ma di notte anco meno; il rumore delle onde, lo strepito dei venti, il terribile moto del bastimento.... oh! confesso che preferisco il convento di Noisy».

Athos sorrise mestamente, perchè ascoltando Aramis pensava però a tutt’altro, e s’incamminò verso di Winter. Aramis gli andò appresso.

«Che cos’ha il nostro amico? disse quest’ultimo, somiglia ai dannati del Dante a cui Satanno ha dislogato il collo e che si guardano le calcagna. Che diavolo ha egli per guardarsi dietro a quel modo?»

Di Winter avendo visti i due compagni si sollecitò a venir loro incontro, ma con rapidità veramente sorprendente.

«Che avete, milord? domandò Athos, perchè così affannoso?...

«Nulla, nulla.... bensì, nel passare vicino alle dune mi è sembrato!...» rispose di Winter.

E si voltò di nuovo. Athos fissò in viso Aramis.

«Partiamo, continuò di Winter, il batello deve aspettarci, lo sloop è là all’áncora.... lo vedete? vorrei esservi di già sopra!»

E ritornava a girarsi.

«Ehi! fece Aramis, vi siete forse scordata qualche cosa?