«No no.... è un’idea....

«Lo ha visto, avvertì piano Athos ad Aramis».

Erano giunti alla scala che conduceva alla barca: di Winter fe’ scendere prima i domestici che recavano le armi e i facchini che portavano i bauli, e cominciò ad andar abbasso egli pure.

Nel momento Athos osservò un uomo che seguitava la riva del mare paralella allo scalo, e che correva, come per esser presente dall’altra parte del porto separata di appena venti passi, al loro imbarco.

Tra l’ombra che cominciava a calare credè di ravvisare il giovane che lo aveva interrogato.

«Oh oh! disse fra sè, fosse realmente una spia, e intendesse di opporsi alla nostra partenza?»

Ma siccome in caso che lo straniero avesse un tal progetto era digià un po’ tardi per eseguirlo, Athos scese anch’esso la scala, quantunque senza lasciar d’occhio il giovanotto.

Costui per finirla era comparso sopra una cateratta.

«Di certo è qui per noi, disse Athos; ma imbarchiamoci, e una volta che saremo in mare venga, venga!»

E saltò nel battello, il quale subito si partì spinto da quattro robusti remiganti.