«Signore, rispose Broussel, sono indisposto di salute, e non posso costituirmi prigione in questo stato: domando tempo.
«Non è possibile, l’ordine è formale, e deve eseguirsi subito.
«Non è possibile! replicò Louvieres; signore, badate di non ridurci alla disperazione!
«Non è possibile!» urlò una voce acuta di fondo alla stanza.
Comminges si girò, e vide la Gervasia con la granata in mano e gli occhi infuocati dalla collera.
«Gervasia cara, siate quieta, ve ne prego! disse il consigliere.
«Star quieta, io, quando arrestano il mio padrone, il sostegno, il liberatore, il padre del povero popolo!.... Oh sì, mi conoscete benino! Volete andar via? gridò la serva a Comminges».
Questi sorrise.
«Animo, signore, disse a Broussel, fate tacere questa donna, e seguitemi.
«Farmi tacere! me?.... ripicchiava Gervasia, oh, ci vuol altro che voi, bell’uccello del re! ora vedrete».