Raolo si mise la mano nel borsellino.
«Che volete fare? gli domandò d’Artagnan.
«Dar dieci lire a questo buon ragazzo, rispose Raolo».
E cavava fuori di tasca una doppia.
«Dieci pedate nella pancia! urlò d’Artagnan. Va via, monello! e rammentati che so dove tu abiti».
Friquet, che non si aspettava di uscirne tanto bene, fece un salto solo dall’argine alla via Delfina, e là sparì affatto.
Raolo montò a cavallo; d’Artagnan avea cura di lui come fosse suo figlio, ed entrambi, andando di passo, s’incamminarono verso la Strada Tiquetonne.
Durante il tragitto, vi furono e mormorio e minaccie da lontano, ma all’aspetto di quell’ufficiale, di portamento tanto militare, al mirare la terribile spada che gli pendeva dal pugno, tutti si discostarono, e non fu fatto sul serio verun tentativo contro i due cavalcanti.
Talchè giunsero dessi, senza disgrazie, all’albergo del Granchio.
La bella Maddalena partecipò a d’Artagnan qualmente era tornato Planchet conducendo con sè Mousqueton, che aveva sopportata eroicamente l’estrazione della palla e stava bene per quanto lo comportava la sua situazione.