Il Curato andò a ritrovare Planchet, che lo attendeva sulla scala. Di là a dieci minuti fu annunziato quello di San Sulpizio.
Appena fu aperta la bussola del gabinetto di Gondy, vi si scagliò un uomo: era il conte di Rochefort.
«Siete voi, carissimo conte! disse Gondy porgendogli la mano.
«In somma, monsignore, siete deciso? fece Rochefort.
«Lo fui sempre.
«Non se ne parli più; lo dite, ed io lo credo: ora daremo da sospirare al Mazzarino.
«Lo spero anch’io.
«E quando si principia il ballo?
«Gl’inviti sono per questa notte, mormorò il Coadjutore; ma i violini principieranno a suonare domattina.
«Potete far conto su di me e su cinquanta soldati promessimi dal cavaliere d’Humieres qualora mi abbisognino.