Frattanto, secondo noi accennammo, Mazzarino nel suo gabinetto poneva a sesto i propri affaretti. Avea fatto ricercare d’Artagnan, ma fra tutto quello schiamazzo non isperava vederlo, non essendo egli di servizio. Dopo dieci minuti arrivò sulla soglia il tenente, seguito dal suo inseparabile Porthos.

«Ah! venite, signor d’Artagnan! gridò il ministro, e siate il benvenuto, ugualmente che il vostro amico. Ma che succede mai in questa maladetta Parigi?

«Che vi succede, monsignore? nulla di buono, disse d’Artagnan scuotendo il capo; la città è in completa sommossa, e poc’anzi, mentre io traversavo la via di Montorgueil, col signor du Vallon vostro servo qui presente, non ostante la mia uniforme, e chi sa? forse per cagione di essa, ci volevano far gridare: «Evviva Broussel!» E poi, ho da dire che cosa ci volevano far gridare di più?

«Dite, dite...

«Abbasso il Mazzarino!.... Oh per Bacco! è detta».

Mazzarino fece un sorrisetto, ma diventò giallo.

«E avete urlato? domandò.

«No davvero, non ero in voce: e nemmeno il signor du Vallon ch’è infreddato.... E allora, monsignore....

«Allora che?....

«Guardatevi il cappello e il ferrajuolo!»