«Oh! esclamò Anna, umiliarmi in tal guisa! Sono io, sì o no, la regina? tutta quella canaglia che strepita è ella, sì o no, una turba di miei sudditi? ho io amici, ho io guardie? Ah per Nostra Donna! come diceva la regina Caterina, piuttosto che dar loro l’infame Broussel, lo scannerei colle mie mani!»

E si scagliò chiudendo il pugno verso Gondy, cui in quel momento aborriva di certo almeno quanto Broussel.

Gondy non si mosse; non agì verun muscolo del suo volto: se non che il gelido suo sguardo s’incrociò come un brando collo sguardo furibondo della sovrana.

«Questo è un uomo bell’e morto, disse il Guascone, se in corte v’è ancora qualche Vitry e il Vitry capita adesso, ma io, prima che tocchi quel buon Coadjutore, ammazzo il Vitry!... messer Mazzarino me ne sarà grato al sommo.

«Zitto! disse Porthos, state a sentire.

«Signora, esclamò il ministro afferrando pel braccio la regina e tirandola indietro, signora, che fate mai?»

Poscia soggiunse in ispagnuolo:

«Anna, siete pazza? fate qui dispute da particolari, da borghesi, voi una regina! e non vedete che avete dinanzi, nella persona del Coadjutore, tutto il popolo di Parigi che in questo punto è pericolosissimo lo insultare, e che se il Coadjutore vuol così, fra un’ora non avrete più corona? Animo, animo! in appresso, in altra occasione starete ferma, ma oggi non è il momento; oggi accarezzate e lusingate, o che siete soltanto una donna volgare».

Dalle prime parole di questo discorso, d’Artagnan aveva preso per un braccio Porthos e glielo andava vieppiù stringendo; indi, quando il ministro si tacque, egli disse piano:

«Porthos, non dite mai davanti a Mazzarino ch’io intendo lo spagnuolo, o che sono un uomo rovinato e voi pure.