«Dunque, dopo di lei?
«No, egli ripetè.
«Ah! disse d’Artagnan che principiava ad intendere.
«Sì, prosegui il ministro, ho fatto i miei calcoli: con la regina, accresco per lei le probabilità sfavorevoli; dopo di essa aumento le mie; e poi, salvata la corte, posso esser posto in oblìo: i grandi sono ingrati.
«È vero» confermò il tenente volgendo a suo malgrado le pupille sul brillante della sovrana che aveva in dito il ministro.
Mazzarino seguitò la direzione di quello sguardo, e adagio adagio girò in dentro il castone.
«E voglio dunque, terminò Mazzarino col suo scaltro sorriso, impedire che siano meco ingrati.
«È carità cristiana, borbottò d’Artagnan, il non indurre il suo prossimo alla tentazione.
«E appunto per questo, finì Mazzarino, vuo’ partire prima di loro».
D’Artagnan sorrise: era uomo da capire egregiamente quell’astuzia italiana.